sabato 9 maggio 2015

8-9 maggio 1945


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L'Unione Sovietica non esiste più  e anche l'Armata Rossa cambia nome dal 1946.
Nel tempo altri ricordi si sono sbiaditi. I media hanno talvolta accreditato versioni fantasiose  e, proprio in questo giorno, conviene ripristinare un minimo senso di realtà.
Ebrei, zingari, serbi, membri dell’intellighenzia polacca, oppositori e resistenti di tutte le nazionalità, tedeschi oppositori del nazismo, omosessuali, testimoni di Geova, delinquenti abituali, slavi, malati di mente, disabili, mendicanti, vagabondi e venditori ambulanti, detenuti nei campi di sterminio nazisti avranno certamente ringraziato i soldati dell'Armata Rossa che arrivavano a liberare i superstiti dall'orrore di quella morte.
Qui e oggi mi piace lasciare questo ricordo per l'Armata Rossa

*Addendum del 9 maggio 2015




Per ottenere la cosiddetta sfoglia, l’impasto prevede l’uso esclusivo di uova e farina. La proporzione tra gli ingredienti è di 1 (uovo) per 1 (100g) di farina. Impastare farina e uova fino ad ottenere una massa omogenea e compatta facendo forza con le mani. Lasciare riposare la massa amalgamata. Ora la sfoglia va “tirata” col matterello in fogli sottili da cui si ricavano i vari formati[*]. La cucina toscana ha numerose preparazioni che fanno uso di pasta fresca. La geometria collettiva maccheroni si differenzia in pappardelle, ravioli e ravioloni, tortelli. [10] [11]
Le pappardelle sono strisce di sfoglia larghe quattro centimetri, i ravioloni (pannicelli) rettangoli di cinque-dieci per dieci-venti centimetri, ma vengono usati anche ritagli romboidali di sfoglia (maltagliati … ).
La dose media per 10 commensali è 800g di farina e 8 uova.

[*] Ci sono macchine che impastano e poi formano lo sfogliato facendo passare la massa tra due rulli.

[10] Anonimo toscano – Libro della cocina – In : E. Faccioli, Arte della cucina, Milano 1966. L’Anonimo agli inizi del XV secolo indica la ricetta : “De’ guanti, cioè ravioli”
[11] La differenziazione geometrica non sempre si riflette nella designazione. Le pappardelle si chiamano ancora maccheroni. Il rettangolo di sfoglia che serve per fare ravioli (a lembi sovrapposti che “ravvolge” il ripieno) si chiama ancora maccheroni. In molti luoghi di Toscana.


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