giovedì 30 aprile 2015

Toscana che vai, insaccato che trovi


La salsiccia è una miscela di rifilature di carne magra di suino (spalla, collo e coscia) e di ritagli grassi (lardo, pancetta) tritati a grana media o fine con aggiunta di sale, aromi e spezie. Il rapporto tra carne magra e grassa è di 60%-40% (o l’inverso se viene sottoposta a stagionatura). L’impasto viene poi spremuto in budellino di maiale. Se la salsiccia deve stagionare (qualche mese), all’impasto si aggiunge salnitro. La salsiccia di cinghiale si prepara ovunque con rifilature magre con aggiunta di lardo/pancetta di maiale, in modo analogo.
In linea generale il salame viene prodotto a partire da carni magre di maiale prelevate da spalla, collo, coscia, il grasso è lardo dorsale, la proporzione è 70%-30%. La parte magra si trita finemente, il lardo tagliato a cubetti. Il tutto viene impastato con spezie (sale, pepe, aglio). A S.Miniato si aggiunge vino rosso nell’impasto; a Coreglia Antelminelli le spezie comprendono anche noce moscata e cannella con aggiunta di vino bianco (la carne magra di questo salame proviene tutta dalla coscia); nel Chianti in più chiodi di garofano, coriandolo e vino rosso. Il periodo di stagionatura varia tra due e dodici mesi. Al taglio si apprezza il carminio della polpa magra, fino al granato nel salame col vino rosso, in netto contrasto coi lardelli candidi, il sapore è vivace. Si preparano salami anche utilizzando carni di cinghiale e di cinta.
Se le proporzioni tra carne magra e grassa passano a 80%-20%, l’insaccato prende il nome di mortadella.  In questo caso il grasso è ricavato dalla pancia del maiale. La carne magra viene tritata finemente (a Trequanda), mediamente (a Cardoso di Stazzema, nella Mondiola garfagnina e sbriciolona di Camaiore), grossolanamente (Apuane). Si impasta col grasso tagliato a cubetti, gli aromi e le spezie. A Trequanda si usano solo sale e pepe. Altrimenti sale, pepe, aglio più noce moscata per la mortadella di Camaiore che ha una consistenza morbida e friabile. La versione di Montignoso (Apuane) prevede anche cannella e vino bianco. Nella Mondiola il grasso è ricavato da pancetta e guanciale: la consistenza è morbida anche in questo caso. L’aromatizzazione della mortadella di Cardoso è più ricca, prevede sale, pepe, aglio, timo, rosmarino, finocchio selvatico. Il periodo di stagionatura varia fortemente : pochi giorni per la mortadella delle Apuane, fino a tre mesi per la Mondiola, fino a quattro-cinque mesi per la sbriciolona di Camaiore e la trequandina, poco meno di un anno la nostrale di Cardoso di Stazzema.
Nella finocchiona la percentuale tra carne magra e grassa è 50-50. Costituita da rifilature di coscia, lingua e altre parti la quota magra, pancetta e guanciale la quota grassa. Viene tagliata in punta di coltello e impastata con sale, pepe, aglio, semi di finocchio. In questa preparazione la fetta tagliata risulta friabile e prende il nome di sbriciolona. Tritando più finemente si può riempire il grande budello bovino usuale per la finocchiona, in modo che alla fine risulti un cilindro di diametro fino a venti centimetri. Anche in questo caso la consistenza resta piuttosto morbida e le fibre scarsamente connesse.
In Chianti si produce un salume che contiene carne di maiale e di bovino in piccola parte, ciò che spiega in parte la denominazione di Mezzone e anche Bastardo. Il taglio delle carni è in punta di coltello, tipo ben rappresentato all’interno della norcineria toscana. A S.Miniato si prepara un altro salame di carni miste magre di maiale e pecora, tritati finemente e impastati con cubetti di lardo. Aromatizzato con sale, pepe e aglio, viene insaccato in budelli bovini di buon diametro (fino a quindici centimetri). Nella zona di Sansepolcro (e anche in gran parte dell’Aretino) si prepara un insaccato a impasto crudo utilizzando polmone, cuore, fegato e lardelli tritati grossolanamente. Il tutto aromatizzato con sale, pepe, aglio, chiodi di garofano e finocchio selvatico, imbudellato e stagionato per circa sei mesi. Il sapore è decisamente vivace, più di quanto non faccia presagire l’aspetto un po’ cupo del taglio, in cui guizzano però, premonitori e contrastanti, i lembi di grasso chiaro. E’ noto come Sanbudello. 


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mercoledì 29 aprile 2015

Ci vuole cuore (e fegato, polmoni ... )

In senso stretto si fa riferimento a polmoni, cuore, fegato, milza. 
Eliminare i filamenti esterni. Lavare la milza e farla sobbollire per pochi minuti. Liberarla dalla pellicina esterna. Tagliarla a pezzetti. Affettare il  cuore e lavare via eventuali grumi di sangue. Tagliarlo a pezzetti. Lavare i polmoni e tagliarli a pezzetti separando eventuali filamenti e parti di diversa consistenza. Lavare il fegato e tagliarlo a pezzetti separando eventuali filamenti rimasti. 

Ingredienti di preparazione : 
  • olio ... q.b., 
  • aglio ….. 2 spicchi,
  • salvia ….. 1 ciuffo, 
  • salsa di pomodoro ….. qualche cucchiaiata, 
  • poco prezzemolo, 
  • sale, pepe. 

Mettere olio in una casseruola con la salvia e aglio schiacciato, a calore vivace. Quando l’aglio imbiondisce aggiungere i pezzi di fegato rivoltando e rosolando a mezza cottura. Salare. 
Prelevare aglio, fegato e salvia : mettere da parte. 
Porre nella casseruola l’altro aglio e il prezzemolo tritato, aggiungere poi polmone. Rivoltare e rimestare. Quando è rosolato togliere l’aglio e aggiungere la salsa di pomodoro, poi il cuore e la milza, che prendano colore (si fa per dire). Rivoltare. Salare. 

Ingredienti di cottura : 

Aggiungere nella casseruola tanto brodo bollente da coprire la carne con una certa abbondanza. Cuocere a fuoco moderato per circa mezz’ora mettendo altro brodo se evaporasse troppo. Aggiungere il fegato e continuare ancora pochi minuti. 

Ingredienti di amalgama : 
  • fette di pane raffermo tostate. 

Mettere il pane nei piatti e irrorare con la coratella. Spolverare di pepe macinato. Il formaggio grattugiato non è tabù.

* P.Ugolini - La vera cucina toscana - Vallecchi


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martedì 28 aprile 2015

Semmai, tenevai, fuoriporta


Rivolti [9]

E’ l’impasto di 
  • farina ….. 500g, 
  • acqua ….. 500g, 
  • latte ….. 250g, 
  • chiare d’uovo ….. 5,
  • e sale, 

che dev’essere amalgamato fino ad ottenere una pasta fluida. Si cuociono in una padella con olio ben caldo in cui si versa un po’ dell’impasto. Quando una parte è dorata si rivolta la frittellona per completare la cottura. Si possono accompagnare col sugo di pomodoro , con salumi vari, …

[9] In certe zone hanno denominazioni differenti



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lunedì 27 aprile 2015

Caprino a primavera


Col latte di capra si fanno formaggi freschi, (stagionatura fino a uno-due mesi), aromatizzati con erbe e spezie. La pasta risultante è morbida, tenera, cremosa, di sapore delicato lievemente acidulo.
In Maremma e Mugellosi fa con latte pastorizzato, all’Isola di Capraiail latte si usa crudo. Nella zona delle Apuane da aprile a settembre confezionano un caprino che, in certi periodi, riesce a cagliare senza aggiunte esterne. Questa caratteristica si deve alle piante di cui si cibano gli animali. Le stesse piante del pascolo esposto al respiro del mare forniscono i profumi del latte che persistono poi nel formaggio. La stagionatura si protrae fino a due mesi.
In Maremma tra primavera ed estate, un formaggio di latte di capra usa la mungitura della sera, parziale scrematura, aggiunta di quella del mattino successivo, e prende il nome di Pratolina. A cagliatura avvenuta le forme vengono messe a sgocciolare, dopodichè si asperge “Penicillum candidum” che farà apparire sulla superficie esterna la cosidetta “fioritura”, con un procedimento analogo a quello che realizza il Camembert. Le forme vengono lasciate a fiorire per circa sessanta giorni. Ne risulta una pasta compatta e cremosa, di colore bianco, di sapore e odore tipici e persistenti.
Alla Capraia si confeziona anche una “Caciotta” stagionata a base di latte caprino intero crudo. La pasta è dura e bianca. La stagionatura è di circa quattro mesi.




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sabato 25 aprile 2015

25 aprile 1945 : Liberazione!



70° Anniversario*




*Addendum del 25 aprile 2015


Si prepara anche una zuppa di pesce nella quale il pomodoro non è presente in nessuna delle sue forme. E’ analoga, sotto questo aspetto, alla “Suppa de pescio” della “Superba” Repubblica di Genova, al “Brodeto ciozoto”, al “Brodeto a la dalmata”, al “Boreto a la graisana” confezionati nella “Serenissima” Repubblica di Venezia. Si ricorda che il pomodoro fa la sua comparsa in cucina ai primi del XIX secolo. 
E’ lecito ritenere che queste zuppe abbiano una lunghissima tradizione? 
Nelle preparazioni venete è previsto come ingrediente l’aceto. L’Anonimo toscano (op. cit.) per la preparazione “Del brodo di pesce” : «Togli buono vino e un poco d'aceto e bolla insieme e schiuma: poi mettivi il pesce a cocere; e, cotto, cavalo; e il vino tanto bolla che torni al terzo: poi mettici alloro, zaffarano e spezie fine, e fa' riscaldare il pesce, e cola il vino e ponvi spico, e lassa freddare il pesce». 
Nella preparazione ligure e toscana resta solo il vino bianco, secco. 
Ingredienti principali : 
  • per la scelta dei pesci si può attingere alla lista già predisposta per il cacciucco (anche se, in questo caso, non ci sono particolari indicazioni), aggiungendone altri a proprio piacimento o secondo la disponibilità contingente; sono da prevedere crostacei dei tipi che si preferiscono senza vincoli diversi dalla reperibilità; e frutti di mare come cannolicchi, mitili, arselle, vongole, ….. 

Tutti gli ingredienti vanno lavati, puliti e preparati. 

Ingredienti di preparazione : 
  • olio ….. q.b., 
  • acqua ….. 1 l,
  • vino bianco secco ….. 400g, 
  • cipolla, 
  • carota, 
  • sedano, 
  • aglio, 
  • prezzemolo, 
  • rosmarino, 
  • peperoncino rosso,
  • finocchietto selvatico, 
  • alloro, 
  • poca farina. 

Mettere gli odori tritati, meno l’alloro, in un tegame con l’olio a calore moderato. Aggiungere gli ingredienti a lunga cottura, infarinati (seppie, totani). Rosolare, bagnare col vino. Aggiungere poi alloro e circa un litro d’acqua, cuocere a calore moderato. Salare. 
Quando i cefalopodi sono quasi pronti cominciare ad aggiungere gli altri ingredienti secondo i rispettivi tempi di cottura : coda di rospo, scorfano, gallinella, ….., cozze, vongole, tartufi, cannolicchi, ….., nasello, gamberi, scampi, ….., calamaretti, seppioline, moscardini. 

Ingredienti di amalgama : 
  • pane raffermo tostato.

Profumare d’aglio strofinato le fette di pane e metterle nei piatti. Versare la zuppa.



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venerdì 24 aprile 2015

Prendere un granchio solo non basta ...


Spaghetti (penne, penne lisce)  in su'favolli*


Ingredienti:
  • favolli ... 1kg,
  • aglio ... 2 spicchi,
  • peperoncino ... qb,
  • olio ... qb,
  • sale.

Sciacquare i granchi sotto acqua corrente. E "bollirli" in poca acqua salata [**].
Mettere da parte i più belli. Pestare e sgusciare gli altri.
Preparare un soffritto di aglio e zenzero. Aggiungere i granchi interi e la polpa facendo sì che il sughetto ispessisca un po'.
Aggiungere la pasta nel tegame e strascicare.

[**]Taluni aggiungono qualche cucchiaiata di pomodoro passato.

*Addendum del 24 aprile 2015


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Mettici l'anima o sta'in filo


Sformato di carciofi


Ingredienti principali :
  • animelle e schienali (filoni) di vitello ….. 300g, 
  • carciofi ….. 10, 
  • poca farina, 
  • poco burro, 
  • sale. 

Mettere le animelle a bagno in acqua per circa due ore (cambiando l’acqua ogni tanto). Sbollentarle per pochi minuti. Spellare e risciacquare.
Mettere gli schienali a bagno in acqua per un’ora. Passarli in acqua bollente leggermente salata per qualche minuto. Spellare e risciacquare.
Tritare le animelle e dividere i filoni in piccoli pezzi. Infarinare leggermente i filoni e dorarli nel burro. Salare. Pulire e lavare i carciofi, eliminare tutte le foglie dure, dividerli in otto. Metterli in acqua acidulata con succo di limone. Farli poi saltare brevemente nel burro. Salare.

Ingredienti di preparazione :

Unire i tuorli sbattuti con la besciamella, con le animelle tritate, i filoni dorati, i carciofi saltati. Montare gli albumi a neve e incorporare. Versare in uno stampo unto di burro e rivestito di pangrattato. Cuocere a bagnomaria in forno a circa 200°C.
Per il fine cottura vale la prova dello stecchino : se esce asciutto dalla massa, è pronto. Far riposare qualche minuto e sformare.



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