Si dice che senza l'arte culinaria, la crudezza della realtà sarebbe insopportabile. Nostri concittadini lamentano che nel XX secolo sia allentato per i compatrioti il contatto diretto con la durezza del vivere. Si dolgono di godere nove mesi di sole all'anno e vedono di malocchio poter sedere a mangiare in pace un piatto di pastasciutta. Freud insegna l'arte come consolazione e questo blog è ispirato a tale concezione. Realizzata mediante l' ars culinaria della cucina toscana.
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lunedì 11 maggio 2015
Tutt'altro che una panzana: panzanella
Ricetta base. In tutti i sensi.
Fette di pane raffermo bagnate in acqua e poco aceto. Dopo l’ammollo il pane si strizza e sbriciola, aspergere olio.
Unire pomodori a pezzi, cipolle affettate e basilico.
Salare. Pepare.
Aggiungere cetrioli, rucola, olive, ….. molte sono le possibili combinazioni per una panzanella.
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sabato 24 gennaio 2015
Cavolo nero: uno degli "odori più buoni"
Pianta molto rustica, dalle foglie strette e bollose che sembrano penne di uccello, di colore verde intenso che tende al blu. Presente ovunque nelle zone interne, in almeno una delle varietà comunemente coltivate.
I ricacci sono abbastanza teneri da poter essere cotti interi (mazzetti). Altrimenti separare la costolatura dal resto della penna.
[Illustrazione: Cavolo nero]
[Illustrazione: Cavolo nero]
Fette coi mazzetti
Secondo Ardengo Soffici restituisce come zuppa i due odori più buoni : del pane e della terra bagnata. [13]
Si usano i mazzetti (ricacci) di cavolo nero che vanno lavati e puliti. Poi bolliti in acqua salata per circa mezz’ora. Le fette di pane raffermo si fanno arrostire dalle due parti. Quando la bollitura è alla fine, profumare d’aglio strofinato le fette e bagnarle nell’acqua di cottura del cavolo. Prelevare i mazzetti integri, posarli sulle fette, condire con abbondante olio e spolverare pepe macinato al momento. Meglio riscaldare i piatti di servizio.
[13] A.Soffici – Taccuino di Arno Borghi
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